i sei motori storici di HD

Posted On 17 settembre 2015 By In Cenni stroici, Harley Davdison With 2801 Views

I 5 motori che hanno fatto la storia delle Harley

La storia delle Harley è una storia di motori.

Le linee, le forme, le livree delle moto americane di Millwakee sono estremamente variopinte e differenti, non solo per il costante lavoro di aggiornamento messo in atto dalla casa per mantenere i suoi modelli al passo coi tempi  (anche se in realtà alcuni compiono oltre mezzo secolo di vita), ma anche per il pesante restyling e la customizzazione ricercata dai molti che non si accontentano di avere un Harley ma la personalizzano al massimo. Non è raro allora vedere moto che sarebbe difficile riconoscere dalla loro silhouette.

Ma è impossibile non distinguerne il motore che, nonostante gli aggiornamenti subiti nel corso degli anni, rimane un elemento distinguibilissimo della moto.

Vediamo allora quali sono i principali (e pressocchè unici) motori che hanno contraddistinto le Harley-Davidson nel corso degli anni.

Il Sidevalve (SV) “Flathead” (1929 – 1973)

Il flathead è un motore che, nelle sue varie varianti è stato montato dalle piccole 340 e 450-500 cc alle Big Twins da 1210cc. La caratteristica tecnica che contraddistingue questo tipo di motore ne designa il nome stesso: le valvole sono disposte lateralmente rispetto al cilindro con una minor complessità di progettazione e costruzione del motore, ed ecco perchè è stato in voga per così tanto tempo. I primi modelli di SV Flathead sono stati i modelli W da 340 e 500 cc e poi i DL e RL fino agli anni quaranata nche se il WL (successore del W) è stato montato in alcuni modelli fino ai primi anni settanta. Negli anni cinquanta compare il Flathead “K” e, più che la versione commerciale, è significativa la motorizzazione per le gare denominata KR con il quale le Harley erano competitive nel mondo agonistico.

L’elemento distintivo di questo motore è dato degli imbocchi dei collettori di scarico laterali, oltre che dalla colorazione delle teste (grigie) e dei cilindri (neri), impossibile non riconoscerlo.

1942 Harley Davidson Flathead

1942 Harley Davidson Flathead

 

Lo “Knucklehead”  (1936 – 1947)

Inizialmente noto con la sigla OHV viene introdotto nel 1936, affiancato al Flathead che generalmente aveva dimensioni minori. Viene soprannominato nei tardi anni ’60 Knucklehead per la forma della testa che richiama una nocca. E’ stato un propulsore bicilindrico a V stretta di‭ ‬45°‭ raffreddato ad aria, con sistema di distribuzione ad aste e bilancieri che ha segnato l’inizio delle Big Twins, con motorizzazioni da 1000 a 1200 cc.

Rispetto al predecessore il cilindro è più alto ma il vero elemento distintivo sono i 2 bottoni esagonali in testa a ciascun cilindro da cui ha preso il nomignolo

Knucklehead EL 1940

Un motore Knucklehead EL del 1940 e i suoi caratteristici bottoni esagonali in cima alla testata

 

Il “Panhead”  (1948 – 1965)

Il Panhead deve il suo nome alla sagoma delle teste in alluminio che ricordano le forme dei profili per dolci alla “American Pie” che in inglese si dicono appunto “cake pan”. Prodotto sempre nelle cilindrate più grandi (61 e 74 cubic inches ovvero 100 e 1200 cc) il Panhead ha sostituito il Knucklehead a fine anni quaranta ed è diventato il propulsore delle Big Twins fino al 1965, montato principalmente sulle nuove Hydra glide. una chicca per intenditori: Harley-Davidson cessa la produzione del Panhead l’anno dopo che ha introdotto sul mercato al prima Electra Glide, che successivamente monterà lo Shovelhead. A causa di questa fortuita combinazione la EL “Knucklehead” del 1965 costituisce una vera rarità tra gli appassionati di Harley Davidson storiche, di cui abbiamo, tra l’altro parlato in un articolo sulle tre moto storiche più desiderabili di sempre.

Harley-Davidson Panhead

Dettaglio del motore Panhead e delle sue caratteristiche teste a cake pan.

 

Lo “Shovelhead” (1966 – 1984)

Questo motore deve il proprio nomignolo alla forma del coperchio dei bilanceri che richiama quella di un badile rovesciato. Uscì inizialmente con un volume di 1200cc (74 cubic inches) per poi arrivare ai 1340cc (82 cubic inches) del 1978. Lo shovel fu un motore che introdusse prestazioni e un restyling estetico che piacque da subito. Esiste anche una versione intermedia di motore detta “early shovel” che fu prodotto negli anni dal ’66 al ’69 con pistoni e teste dello Shovel ma basamento del Panhead. Il nuovo basamento visibile in figura venne introdotto nel 1970. Il modello è facilmente riconoscibile dalla forma delle teste.

Motore Shovelhead di fine anni '70

Dettaglio di uno Shovelhead di fine anni ’70 (1978?) con in evidenza la forma delle teste a badile rovesciato.

 

Lo “Ironhead” (1957 – 1985)

Il motore Ironhead è il fratello “piccolo” delle motorizzazioni Harley-Davidson, montato tipicamente sull’intramontabile modello Sportster dalla serie XL del 1957 in poi fino all’arrivo dell’Evolution che sarà oggetto di un prossimo articolo. Inizialmente aveva una cilindrata di 45 cubic inches che corrispondono ai famosi 883cc da cui il nome “Sportster 883”; successivamente arrivò anche il modello a 1000cc. Una particolarità e una chicca per gli estimatori dei modelli storici è il pedale del cambio a destra fino ai modelli del 1075 quando una norma di legge USA impose il pedale del cambio a sinistra.

Se le teste dell’Ironhead sono molto simili allo Shovelhead, la forma del basamento del motore è rimasta praticamente immutata e caratterizza il motore in modo inequivocabile.

 

Motore Ironhead del '77

Dettaglio del motore Ironhead del ’77 montato su una Sportster

 

 

Motori delle Harley-Davidson dal 1930 al 1985

Una infografica che illustra il periodo di produzione dei principali motori Harley-Davidson del secolo scorso

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